A pochi passi dal centro urbano di Vastogirardi svetta un’imperiosa ed incantevole pineta, sulla cui sommità ancora sono visibili i resti di una Chiesa databile intorno al XI secolo; la località è nota ai vastesi con il nome di “Colle della Madonna”. Intorno a tale luogo è nata una leggenda che è il mito di fondazione di un culto pugliese: quello della Madonna del Sabato, che si venera a Minervino Murge, nelle Puglie. Ecco il racconto, così come ancora è possibile ascoltarlo dalla bocca del popolo.
Sul Colle della Madonna s’ergeva una modesta cappella rurale, della quale restano solo i ruderi perimetrali. Vi si venerava la Vergine delle Grazie di Vastogirardi, detta anche la Castellana, la cui effige era dipinta su una parete. Nei pressi di quel luogo viveva un eremita. Egli, una notte, sognò la Madonna che gli disse: “Nessuno ha cura della mia casa. Qui tutto è malridotto e abbandonato. Vai dal prete del paese e digli che la chiesetta ha urgente bisogno di restauri”. La mattina seguente, l’eremita si recò dal prete; ma costui rifiutò di prestare qualsiasi aiuto. Tornato nella piccola cappella, l’eremita si inginocchio davanti alla Madonna e le riferì il diniego. “Se nessuno vuole occuparsi di questa mia dimora, disse la Madonna, è bene che me ne cerchi un’altra”. La notte stessa, infatti, l’affresco con l’immagine della Vergine delle Grazie si staccò dal muro e volò via, attraversando in un bagliore di luce il bosco di fronte alla chiesetta. Al suo passaggio, ogni vegetazione scomparve e restò solo un solco, ancora oggi visibile. Da allora lungo quel tratto di bosco detto “la selva”, non cresce più nessuna pianta. L’icona della Madonna, seguendo antichi percorsi tratturali, giunse in Puglia dove, trovata una grotta nei pressi di Minervino Murge, decise di restarvi finché non fosse stata edificata in suo onore una nuova e degna chiesa.
Un sabato di molti anni dopo, durante una battuta di caccia, un cane del principe Pignatelli, signore di Minervino, s’infilò in quella grotta. Seguendo l’animale il nobile cacciatore penetrò nella cavità sotterranea e rinvenne l’immagine raffigurante la Vergine con Bambino. Decise, allora, di far erigere in quel posto una chiesa, che oggi è diventata un santuario intitolato alla Madonna del Sabato, così detta in ricordo del giorno del ritrovamento. L’affresco fu esposto nel santuario e sul suo retro era visibile la scritta: Madonna delle Grazie, Castellana di Vastogirardi.
La provenienza vastese della sacra effige sarebbe avvalorata anche da un episodio ritenuto miracoloso. Si racconta, infatti, che quando si decise di togliere il dipinto murale dal luogo del ritrovamento per collocarlo sull’altare principale del santuario, nessuno si dimostrò in grado di sollevarlo e trasportarlo. Tentarono decine di persone, ma inutilmente. Poi si provò con un carretto trainato da buoi, ma invano. Quel giorno, fuori dalla chiesa, c’erano quattro pastori. Erano transumanti che avevano condotto i propri armenti nei pascoli circostanti. “Facciamo tentare i pastori”, disse qualcuno. “Sono loro che hanno adorato per primi Maria col Bambinello. Forse riusciranno dove gli altri hanno fallito”. I quattro, infatti, senza sforzo alcuno, sollevarono il pesantissimo affresco e lo trasportarono sull’altare. Quando fu chiesto loro da dove venissero, risposero: “Siamo pastori di Vastogirardi”. (Tratto da: La Fanciulla con le ali. Il Volo dell’Angelo a Vastogirardi. Mauro Gioielli. Palladino Editore, Campobasso 2001.)