Nella località di Cerreto di Vastogirardi, la Chiesa intitolata a San Felice da Cantalice sorge nella parte alta dell’abitato, che conta oggi non più di quaranta anime. L’edificio, ad una sola navata centrale e due piccole absidi laterali, venne edificato per volontà di Francesco Genoino, conte tenutario del feudo di Cerreto, a partire dal 1890, innalzando le sole mura. Nel 1910 i lavori di costruzione portarono alla realizzazione dell’intero edificio e dell’altare centrale con il concorso di tutta la popolazione all’epoca residente (300 abitanti sino al 1954, anno in cui molti emigrarono in direzione di Canada, Stati Uniti ed Argentina). Oggetto dunque di continui rifacimenti nel tempo, nel 1932 viene realizzato all’interno il pavimento e vengono innalzati colonne e battistero. Negli anni Ottanta è spostato in avanti l’altare centrale e sono aperte le finestre laterali. Al suo interno sono oggi conservate le statue di Sant’Amico, di Sant’Antonio (festeggiato il 13 giugno), di Sant’Anna, di Santa Lucia, del Sacro Cuore, della Madonna dell’Assunta (statua lignea datata 1849, restaurata a Carovilli nel 1904 e di seguito a Vasto nel 1932; festeggiata prima l’8 settembre, i festeggiamenti cadono oggi il 15 agosto) e di San Felice da Cantalice (statua lignea). Ai piedi di quest’ultima è la teca recante una reliquia del Santo donata ai devoti di Cerreto dalla sua città natale, Cantalice, il 18 agosto 2004. Sul lato sinistro della navata è esposto un prezioso quadro, opera di autore Zolo o Zollo, che si colloca tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento e ritrae il Santo Felice che accoglie in braccio il Bambino offertogli dalla Madonna.

LA CAPPELLA DI SAN FELICE DA CANTALICE

Situata in cima ad un’erta, a non più di un centinaio di metri di distanza dalla Chiesa nuova, la Chiesetta, di minuscole dimensioni, è sempre nel nome di San Felice. Una minuta campanella, due finestrelle laterali, una lapide romana che campeggia in basso a destra del portone d’ingresso, ed un piccolo altare centrale, sulla parete sinistra è il quadro raffigurante il Santo, che leggenda popolare vuole sia stato ritrovato nelle acque del pozzo, oggi inglobato nella striminzita aula di culto. Avendo tentato gli abitanti più volte di portare tale quadro in una delle Chiese di Vastogirardi e non essendovi mai riusciti per impedimenti che si frapponevano sempre a tale intento, decisero allora di costruire nel luogo del rinvenimento un edificio e di intitolarlo a San Felice. Al suo interno è anche custodita una statua di Sant’Antonio, appartenente probabilmente ad una Chiesa diruta di Villa San Michele, altra frazione di Vastogirardi. L’epigrafe romana attesta invece la presenza sannita nel territorio. Sulla iscrizione si legge infatti: “Marco Papio, figlio di Sesto della tribù Voltinia, Sesto Papio figlio di Nonio, Caio Papio figlio di Sesto, Lucio Papio figlio di Sesto della tribù Voltinia, centurione della terza linea della XXXIII legione, curarono”, in riferimento probabilmente alla costruzione di un edificio pubblico a carattere votivo. (Tratto da: Il culto di San Felice da Cantalice a Cerreto di Vastogirardi. Testi di Ida Di Ianni, progetto grafico a cura di Tobia Paolone. Volturnia Edizioni, Cerro al Volturno (IS) 2010.)