Dopo il Biferno, il fiume Trigno è il corso d’acqua che più interessa i bacini idrici molisani. Anticamente denominato Trinium (dal latino), in quanto nasceva da Tre Polle fiume trignod’acqua, il fiume era conosciuto alle popolazioni italiche che, a poca distanza dalle sue sorgenti, eressero un imponente Tempio, i cui resti ancora dominano la piana di Sant’Angelo. Le sue principali sorgenti sono quelle di Capo Trigno, che scaturiscono alle falde di Monte Capraro, e di Sant’Angelo, ai piedi di Monte Difesa Grande. Le sue acque intraprendono il lento fluire verso il “Colle della Madonna”, quindi, dopo aver costeggiato la boscosa zona della “sterpara”, una valle ricca di pascoli, corrono verso Fonte Malata e le lande di Santa Maria per poi ricevere il Verrino che scende dalla zona di Agnone. Per un tratto di 35 Km scorre interamente in territorio molisano; nel secondo tratto di percorso, circa 45 Km, segna il confine con l’Abruzzo, fino a 7 Km dalla foce presso San Salvo, quando rientra in territorio molisano.


Il Trigno raccoglie nel Molise le acque fiume trignodi circa 30 torrenti e valloni. Lungo il cammino iniziale il fiume presenta un corso tranquillo, ma nei pressi di Chiauci assume carattere impetuoso fino ad irrompere in una cascata di 60 metri in località Foce, per poi riassumere un andamento più disteso. Presso Roccavivara, sull’argine destro del Trigno, si incontra la Chiesa di Santa Maria in Canneto, autentico gioiello dell’arte romanica racchiusa da un boschetto che affaccia direttamente sulle sponde del fiume.

Poco più avanti il Trigno entra nella zona del nucleo industriale di San Salvo. Vegetazione ripariale (cespugli), pioppi, salici e robinie ornano le sue spo